Beneficio, ragione, immagine

Una buona comunicazione è soprattutto frutto di un buon lavoro sui testi. Il mestiere del copywriter è forse quello più importante nella fase comunicativa di un’azienda o di un marchio. Uno slogan, un pay off, è quello che resta appiccicato addosso alla fine di una campagna pubblicitaria.

Più di una foto, quanto un gingle, è il tarlo che si insinua nella mente, è la chiave che apre i ricordi, determina il successo, il grado di appeal di un prodotto nel mare magnum dell’informazione.

Il lavoro creativo di un copywriter consiste nel comunicare i contenuti latenti del prodotto in relazione alla cultura di massa espressa dal mercato.

Una buona comunicazione deve essere una miscela esplosiva. Deve saper guardare al mercato in tutta la sua complessità sia a livello generale sia a livello settoriale. La parola in questo caso serve come legame tra cultura di massa e immaginario collettivo.

Indirizza, propone, identifica, crea messaggi che devono essere recepiti da tutti, in pochissimo tempo e che, possibilmente, restino e si sedimentino nella memoria.

La comunicazione pubblicitaria si muove contemporaneamente in quattro direzioni o, meglio, potremmo dire che si allinea a quattro fasi: informare, comunicare, convincere, sedurre.

Ci sono diverse metodologie di stesura dei testi, una delle più famose è quella elaborata dalla Unilever che si compone di tre passaggi: il beneficio, la ragione, l‘immagine.

  • Il beneficio è il vantaggio che il consumatore trae nell’usare quel determinato, prodotto o servizio rispetto alla concorrenza;
  • la ragione rappresenta il motivo, che naturalmente va dimostrato, per il quale tale prodotto o servizio è preferibile a un altro;
  • l’immagine è ciò che il consumatore percepisce di un prodotto o di un marchio in generale. E’ quella che mostra il carattere, l’identità, la personalità del produttore.

Oggi, nell’epoca del digitale e del selfie, siamo sommersi di immagini. Internet ce ne sforna in una quantità da darci la nausea. In pochi, però, riescono a lavorare sui vocaboli, sulle espressioni. Che poi sono quelli che fanno la differenza.

Molte aziende, nonostante abbiano già attivo un sito internet, non hanno i contenuti adeguati all’immagine che l’azienda vuole dare di sé. Magari si spende anche meno ma non si guadagna.

Serve la giusta professionalità per posizionarsi nel mercato. Non è roba di poco conto. Si comunica ciò che siamo e chi legge si forma un’idea che mette subito radici (poi difficili da rimuovere).

Quando leggiamo capiamo subito se lo scritto ci ha convinto, se ci ha soddisfatto, se ci incuriosisce o se è stato esaustivo. E poi scegliamo (sul web bastano otto secondi).

Per questo, però, serve un ottimo servizio di copywriting. Come quello della  Writer Solution.

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A  che cosa serve un copywriter? E’ una vecchia pubblicità dei produttori di birra a dircelo. L’anno domini era il 1982 e la reclame recitava: “Birra… e sai cosa bevi”. Chi ha detto quella frase e in quale contesto? Qui sta il punto. Ci possiamo ricordare, con uno sforzo immane, che il testimonial era Renzo Arbore. Ma di sicuro non dimenicheremo mai l’azzeccatissimo pay off.

roberto rossi - copywriter

Viene prima l’immagine o la parola? Quando si costruisce un messaggio pubblicitario di solito si parte dallo scritto. E’ la prima cosa che il cliente approva e una volta tarato e limato si costruisce sopra la strategia creativa fatta di immagini. E’ anche più semplice. Adottare la musica a un testo è molto più facile che modificare quest’ultimo alla musica.

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Il servizio di copywriting che Writesolution è in grado di offrire  comprende anche la scrittura di redazionali, siti aziendali, newsletter, naming, brochure, lettere di presentazione.